Maratea Music Festival
Director: Antonio De Lisa
Organizer: Giuseppe Biscaglia


I Maratea Musica festival
19 agosto-23 agosto 1996
II Maratea Musica Festival
3 settembre-9 settembre 1997
III Maratea Musica Festival 1998
30 agosto-5 settembre 1998
IV Maratea Musica Festival
29 agosto-4 settembre 1999
VI Maratea Musica Festival
26-30 agosto 2001
VII Maratea Musica Festival
24-30 agosto 2002
VIII Maratea Musica Festival
26 luglio, 2 agosto 2003
IX Maratea Musica Festival
26 luglio, 31 luglio 2004


### Musicisti e concerti IX edizione ###

### Scuola di musica e filosofia di Maratea ###
Maratea Musica Festival
Musicisti e concerti X Edizione
Iscrizione e Borse di studio Progetto di Filosofia e Musica
Maratea 24-30 luglio 05

Potenza 17/18 Dicembre 2005
18/19/20 febbraio
2006
Ammessi SHORT LIST CULTURA

 


L'intento del Maratea Musica festival è quello di verificare la coesistenza di musica an-tica, moderna e contemporanea all'interno di una traiettoria musicale vivificata da un atteggiamento apertamente avanzato nei confronti del fare e del pensare la musica.

Ogni anno, a partire dal ‘96, in media il Festival ha ospitato dai sedici ai trenta musicisti di ensembles e orchestre da camera impegnati nei concerti. Bisogna sistemarli, in un complesso ricettivo quale quello di Maratea, attrezzato, ma dispersivo e costoso, allog-giarli, dare loro la sensazione di non essere capitati per sbaglio in un posto indesiderato e malsano. Poi c’è il pubblico, dalle centocinquanta alle trecento persone per sera, fino a picchi di cinquecento per occasioni speciali. Le struttura in cui si tengono i concerti so-no quelle delle Ville (Villa Nitti e Villa Tarantini), dei Parchi e delle Chiese di Maratea (ne ha 44, con ben 8 organi di cui alcuni restaurabili).

Tutto ciò non lo si può improvvisare con una frettolosa e svogliata esperienza organiz-zativa. Cominciamo a parlarne a settembre, ad amici, colleghi, a musicisti che cono-sciamo e che stimiamo. E’ un’attività costante di ricerca, che si traduce in una precisa cadenza tematica.

Prima di tutto viene l’idea su cui far ruotare lo sforzo organizzativo. Il tema dell’anno, lo snodo su cui far girare le più varie esperienze musicali. Poi c’è il piacere di fare musica, e farla bene, proponendo un repertorio che spazia da Monteverdi e Gesualdo da Venosa fino alla musica contemporanea. Non è scelta di eclettismo, ma sforzo di trovare le ragioni musicali che uniscono il passato al presente.

La nostra esperienza di Maratea ha questo di peculiare, che non è un’occasione distribu-tiva, nel senso in cui un’organizzazione fa girare sul posto soggetti ed esperienze nate altrove. La nostra è un’esperienza ideativa e produttiva, che nasce qui. Facciamo nasce-re qualcosa in proprio. E, sembra, in maniera non proprio disprezzabile. Ma cosa? Il giorno si parla, la sera si ascolta musica, questa la formula. Durante i seminari quotidia-ni una serie di relatori articola il proprio intervento intorno al tema generale, davanti a un pubblico selezionatissimo e partecipe. La sera tutto si trasforma assumendo la veste del concerto pubblico, con una audience molto più larga.

Questo lo si potrebbe definire un tentativo di articolare un connubio tra colto e popolare a partire dalla musica antica, classica e moderna. “Colto” nelle trame di riferimento, “popolare” nella ricezione.

Sono per lo più giovani, i musicisti che ospitiamo. Gente che non si accontenta della prima occasione: sceglie, seleziona, giudica. La voce si è sparsa nell’ambiente, che quaggiù facciamo le cose per bene cercando di dare continuità a qualcosa di unico. Qualcosa che funziona, ma che bisogna fare un viaggio per raggiungere.

Se ci guardiamo intorno, non vediamo molte esperienze legate alla musica classica nella nostra regione o nel Mezzogiorno e comunque nessuna in grado di varcare i confini ter-ritoriali. Pensiamo invece che sia importante varcarli e arrivare molto lontano, altrimenti non ci sarà sviluppo. Un grande musicista come Claudio Abbado l’ha pienamente compreso, non disdegnando di fare musica nella terra che ha dato i natali a Gesualdo da Ve-nosa, grazie allo sforzo di altri soggetti organizzativi, degli Enti pubblici, dell’Università.

Noi non usiamo tuttavia i grandi nomi per attrarre il pubblico, quei nomi ci devono es-sere, quando ci sono, e sempre in parallelo alle esperienze di giovani musicisti emergenti, per motivi di coerenza tematica e strutturale. Intanto, se costoro accettano di venire ci sarà anche un motivo, non proprio esteriore. Ancora una volta: è un’esperienza che sen-tono.

La nostra iniziativa ha per emblema un Giano bi-fronte, che
ci piace immaginare come l'emblema del tempo e della musica: una faccia è rivolta verso il passato, l'altra verso il futuro.

The aim of the Maratea Music Festival is to verify the
combination of ancient, modern and contemporary music in a musical pattern characterised by a strikingly open approach to the idea of playing and thinking about music.

From 1996 on, every year the Festival has been welcoming
from sixteen to thirty musicians playing in ensembles and chamber orchestras who played during the concerts. It was therefore needed to accommodate them in a city such as Maratea that is equipped but at the same time dispersive and expensive.
They shouldn’t have the feeling of being there by mistake, of staying in an unwelcome and unwholesome place. Then, the concerts were attended by 150/300 persons every evening
and even by 500 people during special occasions. The concerts are held in villas (Villa Nitti and Villa Tarantini), parks and churches in Maratea (there are 44 churches with 8 organs and some of them can be renovated).

Such an event can’t be rustled up in a perfunctory and idle way. In September we started talking with friends, colleagues, music players we know and esteem. And such constant research turned into a precise subject event.

First of all we should think about the main subject round which
the whole organization rotates. We should decide the subject of
the year, on which the most different musical performances should be based. There is also the will and pleasure to play music and to do it in the best way presenting a repertory ranging from Monteverdi and Gesualdo da Venosa up to contemporary music. We don’t make eclectic decisions but try to find musical subjects that unite past and present.

The Festival we organize in Maratea is in fact really peculiar as it is not a distributive event that presents subjects and experiences coming from other areas. We have designed and
created everything just here in Maratea. We make something personal and it seems that we have succeeded in doing it in a quite remarkable way. But what do we do? In the morning we talk and in the evening we listen to music. This is the formula. During the daily seminars a series of speakers talks about the general subject in front of a really selected and interested
public. In the evening everything changes. A public concert
with a wider audience takes place.

Our effort could be describe as a mix of educated and popular elements including ancient, classic and modern music. The references are in fact ‘educated’ while the public is ‘popular’.

We mainly welcome young music players. They don’t content themselves with the first opportunity but they choose, select,
and judge. The news spreads in our sector. People were told that here we do something good trying to make something unique
last. Something that works, something that is worth a travel.

Considering our region or the South of Italy, there are not so many events focused on classic music. Or at least no one can go beyond its regional borders. To us it is important to cross borders and to go as far as possible, otherwise we can’t develop. A
great musician such as Claudio Abbado has fully understood our aim and he accepted to play music in the country were Gesualdo da Venosa was born. And we should also thank other organizations, public institutions and the university.

Yet, we don’t invite famous people to attract the public. The festival should include famous people, if they accept to attend it, but out of thematic and structural coherent reasons they should always play with young up-and-coming artists. Besides, if they attend our event there will be surely a reason and not just an aesthetic one. To us, it is an event they feel and share.
The symbol of our festival is a bi-faced Janus and we
like considering it the symbol for time and music. One face is turned to the past and the other to the future

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